Addio mia sconosciuta

August 27, 2010 on 12:45 am | Scritto da Simone Cossu nella sezione Addio mia sconosciuta, Pensieri | No Comments

Luci. Tutto quello che vedo sono luci. Non capisco la massa inerme che si muove come un sol uomo. Però carne si agita e devi scegliere solo di che tipo vuoi mordere. L’alcool è lo strumento per aggredire senza pensare. Non esiste legalmente altra soluzione. Se un sistema ti dice che tutto è sbagliato, per sbagliare hai bisogno di scuse. Opportunità. Le luci continuano ad accendere i corpi, ma io mi stanco presto di questo gioco di cui non scelgo le regole. Esco dal frastuono. Fuori non è ancora spuntato il sole. Il ritorno è solo mare. Un panorama per per perdermi e dimenticare. Un suono per scacciare il rumore.

Mai ho posseduto il senso delle cose davvero importanti. Mai ho creduto in nessuna gerarchia predefinita da sistemi di credo e ideali. Mai sono stato capace di costruirmene una mia con una coerenza rispetto alle mie azioni. Quindi vago come ora verso una casa, un riparo. Delle lenzuola in cui nascondermi, delle mura in cui isolarmi. Vagare ignaro è l’unica cosa fattibile.

Cammino solo e distante. Ti vedo nella direzione opposta sola e con lo stesso spirito. Rallento. Ti guardo a lungo percepisco le nostre compatibilità. O meglio le immagino in questa sera in cui la tua pelle liscia e il verde degli occhi perso in capelli lunghi mi attragono e mi risvegliano. La mia bocca si apre appena. Poi ti dico addio. Non ti vedrò mai più dopo questo giorno. Dopo questo mattino inesistente per tutti e due. Non c’è ragione di ricordarsi, non c’è motivo per cercarci ancora. Tornerai alla tua vita senza avermi visto e conosciuto. Tornerai ai tuoi ritmi senza sapere di me un bel nulla. Senza che io esista. Senza nessun desiderio. Io rimarrò con il semplice sogno dell’eterno primo momento, dell’eterno primo sorso di te. Dell’avvicinamento al tuo viso, del respiro del tuo primo odore. Neppure del primo tocco, ma solo della consapevolezza del suo arrivo imminente. Di te o della prossima il cui sguardo mi colpirà in petto e avvierà un nuovo viaggio, una nuova destinazione.

I tuoi occhi mi hanno incrociato ed un pensiero che non posso conoscere è corso nella tua mente. Hai dato un piccolo aggettivo da cancellare in fretta al senso di quel non incontro. Io però l’ho involotariamente immagazzinato e qui lo scrivo per disfarmene e per conoscermi. Ora tornato sulla terra e prima di fuggirne ancora ti saluto così, dedicandoti un racconto che non conoscerai mai. Scrivo per cancellare.

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