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	<title>Iluavi &#187; Due Ragazzi</title>
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	<description>Scritti della Luna Blu</description>
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		<title>Due ragazzi (4/4)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 13:24:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Due Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarto giorno Ore 06:10 Francesca e Paolo sono svegli nel letto e guardano il soffitto ripercorrendo ognuno la sua parte ed il suo ruolo. Ore 06:20 Sono in piedi, in silenzio, seri e sereni, si vestono con gli abiti scelti con cura. Mangiano qualche biscotto, aprono la porta e scendono di casa. Ore 06:35 Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quarto giorno</strong></p>
<p>Ore 06:10<br />
Francesca e Paolo sono svegli nel letto e guardano il soffitto ripercorrendo ognuno la sua parte ed il suo ruolo.</p>
<p>Ore 06:20<br />
Sono in piedi, in silenzio, seri e sereni, si vestono con gli abiti scelti con cura. Mangiano qualche biscotto, aprono la porta e scendono di casa.</p>
<p>Ore 06:35<br />
Si trovano di fronte al Westin Grand Berlin hotel. Si dirigono all’indirizzo scritto nella cornice della tela dell’ignaro amico senza neppure uno sguardo ai poliziotti un pò assonnati. Entrano nell’appartamento scritto sul biglietto del bus, con la chiave ricevuta mesi prima. La casa è vuota. Spostano due assi e trovano la solita scatola. Con prudenza si affacciano alla finestra e osservano le condizioni: polizia ovunque, anche sopra le loro teste. Nessun movimento dietro le finestre dell’albergo. Gli uomini della sicurezza avranno verificato chissà quante volte anche quella casa.</p>
<p>Ore 6:55<br />
Escono dall’appartamento Paolo e Francesca, volano leggeri verso un ingresso di servizio dell’hotel. Hanno documenti registrati e facce tanto comuni, prendono servizio come fosse qualunque altro giorno, ma è la prima volta che davvero entrano lì. Salutano colleghi nuovi come fossero amici di mille avventure. Il ritmo è frenetico ovunque, ieri notte è arrivato anche il presidente russo.</p>
<p>ore 07:15<br />
Colazione in camera per il nuovo ospite, i due ragazzi salgono in ascensore con il carrello pronto. Sanno come muoversi, sono stati preparati da tanto. I due addetti ufficiali alla colazione sono le prime due vittime di un giorno qualunque in cui qualcuno sempre si spegne.</p>
<p>ore 07:17<br />
La guardia fuori alla porta non trova nulla da obiettare a due ragazzi nuovi come nuovi sono tutti i ragazzi del personale. Hanno chiesto di conoscere le persone che avrebbero servito il presidente, potrebbero giurare che tra loro c’erano anche questi due. Ma un protettore che conosce il suo mestiere al minimo dubbio verifica e così finisce nella lista dei morti con un leggero anticipo rispetto al programma. Come sono silenziose le armi di oggi. Il collega dentro cade quasi in contemporanea, senza un fiato.</p>
<p>ore 07:19<br />
Paolo e Francesca guardano meno di un secondo uno degli uomini più potenti al mondo, lo guardano per quello che è, un signore in vestaglia pronto ad iniziare una sua giornata molto ricca di impegni. Francesca alza la pistola e lo colpisce in piena fronte. Paolo osserva che intorno non ci siano altre protezioni. È venuto senza famiglia. C’è una donna nel letto e Paolo la sopprime in fretta. Hanno bisogno di un minuto e trenta secondi per scendere via e sparire di nuovo. Una persona nelle vicinanze può accorciare questo tempo.</p>
<p>Ore 07:22<br />
Paolo e Francesca sono per strada, sgusciati via dai mille passaggi che un albergo così offre. Salutando qualche collega e qualche poliziotto in servizio. Si dirigono tranquilli verso casa.</p>
<p>Ore 07:30<br />
Vengono trovati i cadaveri del presidente, della donna nel suo letto, della guardia del corpo più fidata ed esperta, del suo collega appoggiato al suo fianco. Tutti nella suite del presidente. Nessuno in corridoio, nessuna traccia, nessun segno. Solo piccoli fori in punti vitali.</p>
<p>Ore 07:35<br />
Vengono trovati i cadaveri dei due ragazzi che lavoravano in hotel da qualche anno, quelli che dovevano portare la colazione. Chiusi in una stanza vuota. Piccoli fori in punti vitali. Morti come un presidente e la sua scorta.</p>
<p>Ore 09:00<br />
Paolo e Francesca si risvegliano nel loro appartamento, preparano la colazione, leggera come sempre in questi giorni. Oggi vogliono fare un pò di corsa e poi andare nel pomeriggio ad ascoltare un quartetto d’archi molto particolare. Dopo mangiato accendono i portatili. Paolo controlla le sue azioni che ancora non esplodono, sono stagnanti. Francesca legge le notizie, compreso l’incredibile omicidio del presidente russo all’interno di uno dei più prestigiosi hotel di Berlino. Non commenta e sorride un pò leggendo qualche ipotesi strana e la dichiarazione di agenti sicuri di conoscere il gruppo terrorista mandante dell’omicidio. Neppure lei sa chi l’ha mandata, figurati loro.</p>
<p>Il resto sarà corsa nel parco, doccia, pranzo, concerto nel pomeriggio, passeggiata, cena, sesso, birra, amici e a letto. Domani chissà, tra un anno forse la Scozia. È finito il quarto giorno di due ragazzi felici.</p>
<p><em>Finale</em><br />
Viaggiano viaggiano Paolo e Francesca, per fiumi e per mari cambiano terra.<br />
Vivono vivono Paolo e Francesca, intorno alle scelte restano solo prati verdi.</p>
<p>Dischiusi ai pensieri, prodotto di un nuovo stile, sono geniale opera d’arte, non artisti del loro lavoro. Lo spazio ritagliato è netto e funziona bene negli specchi della confusione. Il grigio di tutti non gli appartiene, nei colori però non capiscono a fondo le sfumature.</p>
<p>Viaggiano viaggiano Paolo e Francesca, su campi coltivati assaporano il mondo.<br />
Vivono vivono Paolo e Francesca, nelle radure dei boschi gli spazi di luce.</p>
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		<title>Due ragazzi (3/4)</title>
		<link>http://www.iluavi.com/2008/04/20/due-ragazzi-34/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 20:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Due Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Terzo giorno Francesca si sveglia, si alza e va a preparare la colazione: caffé, latte, biscotti e marmellate. È pensierosa e un pò stordita dalle molte ore di sonno. Sono quasi le nove del mattino. Appena terminata la preparazione si avvicina al letto e appoggia un piede sull’orecchio e sulla guancia di Paolo. L’impatto gelido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Terzo giorno</strong></p>
<p>Francesca si sveglia, si alza e va a preparare la colazione: caffé, latte, biscotti e marmellate. È pensierosa e un pò stordita dalle molte ore di sonno. Sono quasi le nove del mattino. Appena terminata la preparazione si avvicina al letto e appoggia un piede sull’orecchio e sulla guancia di Paolo. L’impatto gelido fa scattare Paolo che si sottrae all’indietro e caccia una cattiva parola. Soddisfatta del gioco lo invita abbastanza nettamente ad alzarsi. Si va a sedere al tavolo e inizia a spizzicare mentre si gode divertita la scena di Paolo sofferente che si rotola e riprende coscienza un poco alla volta, strappato da chissà quale sogno. Lui dopo poco si siede sul bordo del letto e dichiara di sentirsi solo contro il mondo, il quale ingrato gli ha assegnato la missione di sopportare tutto questo. Poi aggiunge che ha cambiato idea sull’idea di vendetta. Infine si siede al tavolo per consumare il pasto.</p>
<p>Oggi non accendono i portatili, almeno non la mattina. C’è un gran sole. È lunedì 14 maggio 2012, un giorno non diverso, ma i ragazzi sentono bisogno di camminare, uscire, perdersi. Evitano le zone controllate in modo stretto e si dirigono verso sud, scendono lungo Friedrich Strasse, diritti, senza una vera meta. Sono silenziosi tutti e due, conquistati dai pensieri marciano di buona lena lungo la strada, curiosando intorno con gli occhi come fossero due turisti alla prima esperienza Berlinese. Sono 6 anni che vivono qui, ormai felicemente trapiantati, senza nessuna voglia di tornare alla loro Roma.</p>
<p>Questo lunedì non è nuovo, ma lo affrontano glissando con aria più spaesata, misto di distrazione e ricerca. Esplorazione di un mondo sconosciuto ai più ed intravisto da lontano attraverso un buco di una serratura strettissimo dai due. Ad una certa traversa si infilano in una strada, fanno il giro dell’isolato, Paolo raccoglie da terra un biglietto di bus usato, lo accartoccia e lo ributta in un cestino. Completano il giro, si ritrovano su Friedrich Strasse, ricominciano a camminare verso sud. Il loro pellegrinaggio vago non ha un senso da cercare nei pensieri, ma il valore di un passaggio di tempo vuoto e pieno come tutti i giorni senza contatto.</p>
<p>Il cemento delle strade, le pietre dei marciapiedi, materiale e luce, lavoro e prodotto, usato, calpestato, da tutti, senza distinzione di peso e importanza. Così rimescolata la folla non da segno di essere lì, così indistinta la voce non viene sentita da nessuno. È il futuro strategico organizzato, senza luoghi bui e nascosti, ma composto di masse semi informate che si lanciano la palla avvelenata tenendola in braccio pochi secondi. Nessuno riesce dopo un pò a seguire il filo delle sue traiettorie.</p>
<p>Paolo e Francesca camminano fino ad oltre l’ora di pranzo. Mangiano per strada qualcosa al volo, lasciano il giorno muoversi sotto di loro. Entrano in un bar nel secondo pomeriggio. Ci sono due uomini dai lunghi baffi che godono le prime sorsate delle prime birre, ci sono un ragazzo biondo che beve un tea e guarda fisso l’ingresso, ci sono gli odori di un posto vuoto, ci sono il borbottio del barista e del suo cliente abituale. I lavoratori di questa città devono ancora cancellare il giorno nauseante dentro i buchi di ritrovo come questo. I due ragazzi siedono e prendono cioccolata calda. Non sembra il posto adatto. Oggi sembra inadatto come tutto, anche lo sguardo sempre limpido di Francesca. Nessuno li nota mentre consumano ed escono. Si guardano un attimo. Oggi non parlano mai, sorridono solo per rassicurarsi a vicenda che il silenzio non è presagio di problemi.</p>
<p>Nella luce del resto i due si dirigono verso il negozio di scarpe preferito da Paolo, vuole un nuovo paio di adidas, vuole dare un senso alla giornata che non si può raccontare, alla giornata più frequente, la giornata in cui nulla è cambiato e la ricerca di un avvenimento non funziona.<br />
Le scarpe nuove gli piacciono da morire, cammina oltre 10 minuti guardandosi i piedi, osservando l’effetto dei suoi passi, i riflessi delle luci sulla semplicità bianco blu del disegno. Un classico, una sinergia con il suo personaggio, forse anche con la sua persona.</p>
<p>Francesca oggi è truccata molto intorno agli occhi, le sembrava bello provocare un pò gli uomini incrociati nelle strade conscia dell’effetto dei suoi sguardi. Solo ricerca di autostima, solo uno dei giochi, un passatempo. Le piace Paolo soprattutto perché vince le sfide con gli uomini che lei provoca. Tutto funziona e sa cosa ha scelto e cosa vuole. Una stranezza per una ventisettenne. Così anche questa vita fatta per lo più di presenza non è noiosa come le hanno cercato di far credere. Molti uomini fanno già tutto, qualcuno dovrà anche raccogliere partecipando al banchetto piuttosto che in cucina.</p>
<p>Paolo pensa che tra un anno vorrebbe provare a cambiare nazione. la Scozia sembra adatta. Conoscono bene l’inglese tutti e due, i panorami sono mozzafiato. Il posto potrebbe essere accettato dal comitato, sono invogliati a cambiare un pò, senza esagerazioni. Due giovani in cerca di identità si muovono nella comunità europea. Lo fanno in tanti. Lì potrebbe anche lavorare un pò, magari sfruttare la sua laurea in economia. Anche no. Però l’idea della Scozia tra un anno continua a piacergli. Poi il pensiero scivola sulle azioni in borsa. Doveva seguirle stamattina. Oggi forse il boom atteso, bisogna venderle in fretta. Forse stasera da il comando e domani mattina controllerà.<br />
Tornano a casa, preparano una cena italiana, si cucinano un piatto di pasta, bevono un poco di vino rosso. Mangiano con due candele accese e parlano un pò della mostra d’arte del giorno precedente, un pò dell’ultimo film di animazione di Otomo. Hanno voglia tutti e due di un cartone animato, rilassante e giocoso però, Otomo è troppo angosciante. Forse il Castello di Cagliostro, una grande avventura di Lupin di tanti anni fa. Oggi la giornata è stata tesa da un certo punto di vista. La sera ha restituito la parola ai ragazzi. Si confrontano anche sull’idea della Scozia tra un anno. L’idea piace a tutti e due. Dopo cena, il film, dopo il film una doccia, dopo la doccia si stringono l’uno all’altro e in silenzio si addormentano. Felici.</p>
<p><em>Intermezzo</em><br />
Gridano gridano Paolo e Francesca, parole asciutte e nessuno li vuol dar retta.<br />
Fuggono fuggono Paolo e Francesca, in mille mondi dedicati ad un giorno.</p>
<p>Nel vento contrario, nella pioggia sottile, nella grandine rumorosa, nel silenzio della neve, i bastioni alti di una struttura millenaria cambiano le abitudini degli uomini. Tutti abitano lo spazio in cui si trovano ad esistere. Però qualcuno può senza merito modificare tutto.</p>
<p>Gridano gridano Paolo e Francesca, bugie reali credute da tutti.<br />
Fuggono fuggono Paolo e Francesca, dai giorni uguali in un balzo di fede.</p>
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		<title>Due ragazzi (2/4)</title>
		<link>http://www.iluavi.com/2008/04/17/due-ragazzi-24/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 19:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Due Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo giorno Un nuovo mattino si fa spazio e Francesca sbarra gli occhi all’improvviso. Non sa se stava sognando qualcosa di brutto, ma una sensazione di leggera ansia la prende e il suo respiro è un pò affannato. È presto per le sue abitudini, ma non è un problema. Aspetta qualche secondo per rilassarsi, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secondo giorno</strong></p>
<p>Un nuovo mattino si fa spazio e Francesca sbarra gli occhi all’improvviso. Non sa se stava sognando qualcosa di brutto, ma una sensazione di leggera ansia la prende e il suo respiro è un pò affannato. È presto per le sue abitudini, ma non è un problema. Aspetta qualche secondo per rilassarsi, poi rotola  alla sua destra fino a stringersi forte a Paolo. Non è una bella immagine stamattina con la bocca leggermente aperta con un filo di saliva che cola. Ma stringendolo Francesca lo costringe a ricomporsi. Lui, senza svegliarsi ricambia l’abbraccio della ragazza. Tornano a sognare insieme, più sicuri, più forti. Si scambiano due baci, si riaddormentano.</p>
<p>Si risvegliano quasi insieme dopo un’altra ora. Le 10 e 15. Si fissano in silenzio. È sempre forte l’intimità negli sguardi del primo mattino, quando si sa chi si troverà accanto a noi e si sente una sensazione di conforto e di piacere. Francesca sdrammatizza il momento dopo circa 10 minuti di studio dei volti e dichiara: “ho fame.” Sorride, bellissima. Paolo caccia una via di mezzo tra uno sbadiglio e un urlo di guerra, si avventa su di lei e inizia a morderla ovunque. Lei ride per il solletico e il gioco, protesta che la sua fame aumenta. Si calmano e si trascinano fuori dalle lenzuola. Va ancora Paolo a preparare il cibo, stamattina succo di arancia, cereali e yogurt. Una proposta di Francesca in versione leggera per questo giorno. Oggi vogliono incontrare degli amici e fare un giro con loro, stare insieme. Uno di loro inaugura una mostra di pittura in una piccola galleria d’arte. Nessuno dei due capisce granché di pittura, se non per qualche opera davvero conosciuta da chiunque abbia acceso la tele o un computer nella vita, però è una simpatica occasione per vedere questi  altri loro, mangiare fuori in gruppo, scherzare delle velleità artistiche del loro compagno. L’appuntamento è alle 12 in Rosenthaler strasse.</p>
<p>In una pausa seria Paolo accenna: “manca poco, mi sembra di dimenticare qualcosa”. “Ora non te ne preoccupare, è tutto semplice, come sempre” gli risponde Francesca un pò distante.</p>
<p>Passato rapido il momento i due fanciulli ricominciano a parlare della giornata e della sera. Francesca ha un’idea per un racconto e vorrebbe impostarlo prima di uscire per non dimenticare gli spunti. Paolo è contento perché l’occasione gli permette di star dietro all’azzardo finanziario del giorno prima, sono giochi che vanno seguiti quasi al minuto in un mercato così ricco di punti interrogativi. E così si mettono davanti ai loro computer.</p>
<p>In ritardo all’appuntamento i due ragazzi trovano il gruppo di amici già entrato alla galleria d’arte. Salutano tutti e iniziano subito a prendersi gioco affettuosamente dell’artista. Dopo un’oretta di girovagare tra le opere, in cui Francesca si lascia prendere a lungo da una specifica tela, su cui resta appiccicata mentre gli altri proseguono più rilassati, escono in cerca di cibo. Si fermano in un bistrot piccolo conosciuto da uno di loro. Vivono il momento come tutti si vive una piccola festa per un piccolo successo di un amico, con un misto di serenità ed ironia.</p>
<p>I nostri due tornano a casa nel pomeriggio, allungano il giro perché non hanno voglia di chiudere la giornata. Oggi hanno energia. Passeggiano senza una direzione e un verso, nelle strade del Mitte, si fermano in una libreria che amano, si dividono e ognuno va verso il settore che più lo ispira oggi. Francesca si lascia trascinare da un paio di libri fotografici di viaggi, Paolo consulta e annusa, come si deve fare con i libri che lo meritano, dei romanzi classici russi. Alla fine compra una raccolta di racconti di Chekhov. Francesca non compra nulla. Escono soddisfatti per tutto. Camminano mano nella mano, decidono di fare un giro nell’installazione in memoria dell’olocausto, girare tra il labirinto di lapidi da un gradevole senso di sparizione. C’è un imponenza non patetica nel vasto sali scendi delle pietre, in cui i turisti giocano a nascondino o addirittura saltano felici da pietra in pietra sorvolando l’onda grigia.<br />
È già buio quando arrivano a casa, si preparano un tea con biscotti al posto della cena, guardano rilassati un dvd con un vecchio film di Tim Burton. Il film apre un breve dibattito sull’idea di vendetta, non condiviso da nessuno dei due, ma con qualche sfumatura sul valore in se di un gesto prodotto in quel senso. Completamente vuoto per Paolo, con forti eccezioni per Francesca.</p>
<p>Ma la discussione non è accesa, dopo il film i ragazzi sono stanchi e si dirigono al letto dopo aver messo su Pink Moon di Nick Drake per accompagnarsi nel sonno. Così termina il secondo giorno di due ragazzi felici.</p>
<p><em>Intermezzo</em><br />
Corrono corrono Paolo e Francesca, corrono corrono tra prati e luci.<br />
Parlano parlano Paolo e Francesca, parlano parlano nel silenzio degli allarmi.</p>
<p>Viaggiando su canali non conosciuti sono invisibili al mondo e alla storia. Sono un granello inutile ad ogni circolo produttivo, ad ogni fenomeno del pianeta. Esistono e respirano, pascolano e osservano, capendo il vicino, ignorando il lontano. E si confondono.</p>
<p>Corrono corrono Paolo e Francesca, corrono corrono e non si fermano.<br />
Parlano parlano Paolo e Francesca, parlano parlano nel rumore di un deserto.</p>
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		<title>Due ragazzi (1/4)</title>
		<link>http://www.iluavi.com/2008/04/15/due-bambini-14/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 16:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Due Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo giorno Il mattino è arrivato. Anche oggi. Paolo si gira nel letto illuminato di tarda mattina e vede Francesca ancora sognante, il volto giovane rilassato. Si stiracchia forte nelle lenzuola e cerca di far mente locale su giorno e ora. Un automatismo, per capire di essere ben sveglio. Lancia i piedi per terra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Primo giorno</strong></p>
<p>Il mattino è arrivato. Anche oggi. Paolo si gira nel letto illuminato di tarda mattina e vede Francesca ancora sognante, il volto giovane rilassato. Si stiracchia forte nelle lenzuola e cerca di far mente locale su giorno e ora. Un automatismo, per capire di essere ben sveglio. Lancia i piedi per terra e osserva fuori nello spazio tra le tende chiuse male. Si alza e si affaccia. Apre il balcone, ancora nudo, il freddo lo punge poco. Sente un verso di protesta alle sue spalle che ignora del tutto. Da casa vede la bella struttura raffinata dell&#8217;Hilton Hotel. È bello osservare un palazzo del genere, invece i clienti dell’hotel pagano tanto per trovarsi poi la vista del cemento armato del suo palazzo in Kronenstrasse. Almeno quelli che affacciano su questo lato.</p>
<p>Un pensiero stupido, un perfetto modo di iniziare la giornata. Quindi si veste in parte, si dirige in cucina, prepara caffè, latte e taglia la torta di noci comprata il giorno prima. Sarà la colazione da apparecchiare nel tavolino fuori alla piccolissima cucina. Un rito rilassante, tocca sempre al primo che si alza, chiunque dei due. Inizia a pensare se c’è qualcosa da fare oggi e si accorge che devono solo inventarsi come riempire il giorno. Forse una corsetta nel pomeriggio nel parco, stanno fiorendo gli alberi, è pieno di odori, hanno piantato anche molti fiori. E lì non è pieno di poliziotti indaffarati per la sicurezza. Non gli hanno fatto nulla i poliziotti, però è una brutta sensazione la città così sotto controllo, le strade chiuse alle auto, tutto pulito solo per una settimana, tutto ordinato, gli sguardi sospettosi rivolti su tutti, i controlli dei documenti, le domande sempre uguali e sempre stupide.</p>
<p>Insomma le zone “rosse” così controllate non sono divertenti per bighellonare, passeggiare senza pensieri. Sono 4 anni che Paolo e Francesca vivono in questa casa, senza lavorare in senso stretto, ma con abbastanza risparmi entrambi da passare le settimane facendo una vita semplice, piacevole. Viaggi a costo ridotto, passeggiate anche di 3, 4 giorni in montagna, un pò di sport come corsa, pattinaggio, partite di pallavolo e basket con gli amici. Perché guadagnare di più, perché caricare stress? A Francesca piace scrivere piccoli racconti, a Paolo leggere e studiare economia. Gioca piccole cifre in borsa con discreto successo. In fondo hanno meno di 30 anni tutte e due, il peso del futuro è lontano ed evitabile con uno scarto rapido verso scelte interessanti.</p>
<p>La colazione è pronta e Paolo si stende vicino a Francesca baciandole la schiena, salendo sul collo, accarezzandole i capelli, chiamandola con un sussurro vicino all’orecchio. È sempre sorpreso di quante ore dorma. Ieri sera sono andati a ballare in un club, ma in questi giorni niente alcol, per le disposizioni di sicurezza, e comunque non sono tipi da ubriacarsi. Però sono tornati a casa alle 2, non più tardi. Avranno dormito quasi 9 ore. Possibile che non si svegli? Non è davvero importante, ma Paolo ha fame. Alza di poco la voce e la scuote. Francesca apre gli occhi e senza muoversi lo guarda di traverso. Sorride. Si stiracchia, si allunga sinuosa, negli occhi ha una malizia sempre stuzzicante.</p>
<p>Si alzano tutti e due. Paolo propone la corsa nel parco verso le due del pomeriggio. Quando fanno colazione così tardi finiscono sempre per cenare direttamente verso le sette la sera. Andrà così. Anche Francesca non gradisce molto la città assediata, per di più ad ancora tre giorni dall’arrivo dei presidenti per il G8. Sperano solo passi in fretta per poter bere birra sui tavolini fuori Alexander platz.</p>
<p>Tra le attività in cui non si perdono ci sono la televisione e i giornali. La tv la usano solo per vedere film affittati o scaricati da internet. Qualche notizia se la procurano via web.</p>
<p>Appena terminata la colazione accendono i rispettivi portatili, si collegano, leggono i fatti del mondo, viaggiano con la fantasia parallelamente. Francesca propone un week-end a Parigi, o tre quattro giorni ad Anversa. Insomma un viaggio breve, magari zaino e sacco a pelo. Paolo non è ispirato all&#8217;idea di un viaggio adesso. La borsa oggi è eccitante perché c’è una speculazione forte intorno alla farmaceutica che dovrebbe dare alti dividendi. Lui è preso dall’immaginare gli scenari possibili e dall’emozione di puntare soldi un pò azzardati. Ha un gruzzolo dedicato a questo, al rischio. Vuole riflettere seduto sul cesso, isolato, quindi ignora i sogni vagabondi di Francesca, che capisce e passa a leggere un paio di e-mail ricevute.</p>
<p>Tra un servizio casalingo e il tempo usato contro il monitor del portatile passano 3 ore. Ridendo e scherzando sulla loro condizione fisica, mimando posizioni plastiche da culturisti, i due ragazzi si vestono per andare a correre. Il giorno promette bene, c’è sempre bello durante le grandi manifestazioni di potere, sarà che i politici controllano anche il sole.</p>
<p>Partono per il parco ognuno nel suo piccolo silenzio. Ma una volta nel percorso, sui sentieri del Tiergarten, subito scatta un pò di competizione e piccole dimostrazioni di spacconeria per rendere l’attività meno monotona e noiosa. I due in fondo sono spiriti infantili, devono giocare comunque e dovunque.</p>
<p>Al ritorno, dopo un’ora e mezza, decidono per una bella doccia, insieme&#8230; E’ un momento bello, lavare l’altro, accarezzare, sentire i profumi dei corpi sudati prima, dei saponi poi; giocare con l’acqua seduti nella vasca; provocarsi a vicenda per una mezz’ora. Fuori della vasca bastano un bacio e una carezza per finire insieme a far l’amore sul letto.</p>
<p>Dopo sarà solo cena, una passeggiata breve, un film al cinema e via a dormire. Così termina il primo giorno di due ragazzi felici.</p>
<p><em>Intermezzo</em></p>
<p>Ballano ballano Paolo e Francesca, ballano ballano nella luce del buio.<br />
Cantano cantano Paolo e Francesca, cantano cantano e nessuno li vede.</p>
<p>Nella meta oscura di una viaggio originale tutto ritorna nel cerchio stretto dell’incomprensione. L’originalità è una scienza nera da studiare e poi applicare. I due giovani nessuno li vede e nessuno li sente. Il mondo esiste solo intorno a loro, dentro non c’è nulla.</p>
<p>Ballano ballano Paolo e Francesca, ballano ballano nella musica silente.<br />
Cantano cantano Paolo e Francesca, cantano cantano e nessuno li vede.</p>
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