La strega romantica

December 1, 2008 on 8:58 am | Scritto da Luisa Pecchi nella sezione La strega romantica, Racconti | No Comments

Su un cucuzzolo aguzzo viveva una strega cattivissima.
Era un tipo magrotto e bitorzoluto.
Aveva naso, mento, unghie, scarpe, denti e cuore puntuti.
Aveva un gatto nero che chiamava “Gatto Nero”. Aveva dei rospi viscidi e verdastri che chiamava “Rospi”. Un pipistrello che chiamava “Strello”. Un’intera famiglia di vedove nere che chiamava “Vedove Nere” .E, sparse qua e là, fuori e dentro casa, molte famiglie di ragni comuni, che chiamava “Ragni Comuni”.
Certo, possedeva anche una scopa per muoversi, un calderone per le pozioni, una sfera di cristallo per conoscere le notizie del mondo, un enorme librone …tutto quello che serve a una strega.
Ma…non aveva amici, né streghe né maghi, perché lei, eh si, lei aveva un grande
difetto ( per tipi di quel genere): era…..ROMANTICA…
Certe cose….LE PIACEVANO!!!
Il sole?…Le piaceva!
Il mare?…Le piaceva!
Le foglie d’autunno, gialle, rosse…portate dal vento?…Le piacevano da matti.
(Anche se, a dire il vero,quando di foglie ce n’erano tante da riempire
il giardinetto, le venivano regolarmente i nervi)
Aveva un debole per le mele croccanti…non le avvelenava mai volentieri.
Insomma, era romantica e gli altri la scansavano letteralmente.
Pazienza.
Però era anche cattivissima.
“Strega Cattiva” era il suo nome e lei, cattiva, la era, eccome!
Un giorno si svegliò male.
Aveva mangiato fagioli, spinaci,aringhe, peperonata e salsicce tutto insieme.
E non aveva digerito. Umore? Pessimo.
Vide, lontano nella vallata, un gregge che si spostava compatto:era fine autunno, del resto.
“Accidenti a voi, lanose, inutili bestiacce…”
E si mise a fare colazione.
Gatto Nero aveva il pelo ritto per la rabbia: sentiva i cani del pastore abbaiare
in lontananza.
“Stai calmo, vecchio mio. Anch’io li odio quei cani: rimbambiti servi dei loro rimbambiti padroni”
(Decisamente non aveva digerito bene.)
“Potrei fare sparire anche loro…se mi gira…”
Tutta la giornata fu così, fosca, irosa, piena di propositi malvagi.
Fu così la notte.
E tutto il giorno dopo.
Colpa dei peperoni? O delle salsicce?
Allora, ahimè, le venne un’idea.
“Ah! Ah! Cercherò quella antichissima e meravigliosamente tremenda formula…
Caro vecchio saggio libro…Basta con tutti gli animali…No, non tu Strello
E nemmeno tu, Gatto Nero. Solo…quelli inutili…vediamo.
Pozione Veleno per mele …No
Pozione Basta con le foglie in giardino no, la conosco e non funziona.
Pozione Dormi dormi …No
Pozione Sveglia Sveglia …No
Pozione Via gli impiccioni No
Pozione Uccidi i piccioni…uhm, ma non basta
Pozione Uva matura in maggio…No
Pozione Mare mosso…non c’entra
Pozione Cane Rosso …nemmeno
Pozione Freddo cane…boh?…no
Pozione…
ma, porco cane, dove sarà?
Pozione Trova pozione…Ecco, questa mi può servire.
Allora:
Trita trota brava strega
Gratta e friggi senza fretta
Frotte e frotte di frittelle
Francobolli e pappardelle
Come è fradicio il fardello
Del frantoio nel martello
Cromocastrofresc…
Ehi, ehi, e poi? …chi ha rubato la pagina….?
Ma alla fine trovò quello che cercava: POZIONE CANCELLA CIO’ CHE TI INFASTIDISCE!.
“ Evviva!Bravo vecchio libro. Trovata!”
C’era un lungo elenco di ingredienti:
Radice di mandragora,Resina di albicocco,Sputo di cammello,Cenere di camino,
Vermi tritati e trifolati…uhm! Buoni!
Pelle di coda di girino,Piuma di piccione…ma soprattutto ragnatele di ogni tipo, tante, dieci metri lineari di ragnatela.
Andò dalle Vedove Nere.
“Al lavoro, ragazze. Si, si, dieci metri me ne servono. Forza. Altrimenti vi pesto.”
Le Vedove si misero al lavoro. Subito e tutte.
Ma dieci metri sono dieci metri…
Strega Cattiva andò dai ragni comuni.
“Tirate fuori le vostre tele, forza. E niente scuse”
Ma i ragni comuni, si sa, fanno tele comuni, adatte giusto per acchiappare mosche e moscerini; tele più trasparenti, leggere, eleganti e delicate.
Ma di poca resa.
In una delle tante famiglie di Ragni Comuni,c’erano tre fratelli, per la verità poco
comuni, che chiameremo Uno, Due e Tre.
“Avanti, piccoli, lavorare! Tutti, sennò quella ci distrugge!”-disse loro la mamma, molto preoccupata.
“Ma guarda che ci distruggerà comunque,l’hai sentita o no?”rispose Uno.
“Vuole eliminare tutti gli animali che non le servono, solo perché non ha digerito bene. Io la tela per quella pozione NON LA VOGLIO FARE!”-disse Due.
“E nemmeno io”-disse Tre
“Facciamo così, cari:Voi fate le tele per la cena. Vostro padre ed io lavoreremo all’altra. Del resto le nostre zampe sono più abili e il nostro filo più
forte. Trovatevi un buon posto”
Uno, Due e Tre andarono al loro albero preferito, quello davanti alla casa: aveva i rami completamente nudi (era fine autunno) e arrivavano fino alla finestra della camera da letto, quella di Strega Cattiva.
Cominciarono a lavorare, brontolando, minacciando, progettando, e senza sosta,
finchè le prime tre furono finite: belle, proprio belle. E regolarissime. Ottagonali. Eleganti.Quasi invisibili.
Si spostarono un po’ e ricominciarono il lavoro, borbottando lugubremente.
Vennero i passeri infreddoliti e furono informati di tutta la faccenda della
pozione. Ci restarono male e se ne andarono pensierosi.
I tre lavorarono moltissimo, fino a sentirsi proprio esausti e intirizziti. Andarono a dormire nel loro angolo senza nemmeno mangiare un moscerino; senza togliersi nemmeno una delle otto scarpe; senza lavarsi nemmeno uno degli otto piedi.
Intanto, Strega Cattiva ? Dopo un intero giorno di lavoro malvagio…
…si sentì così stanca che lasciò il calderone “da solo” e andò a letto senza mangiare nemmeno un lombrico, senza togliersi anche una sola calza o lavarsi anche un solo piede.
La notte era bellissima, come certe notti di fine autunno: fredda come il ghiaccio,
trasparente come il cristallo, umida come un calzino umido.
Chi prima chi dopo, tutti si addormentarono:
le Vedove Nere, Gatto Nero, Strello, i Rospi, il Calderone, Mamma e papà Ragni Comuni…
…Strega Cattiva si svegliò per prima.
Innanzitutto aveva FINALMENTE digerito, con conseguente miglioramento dell’umore.
Spalancò le finestre, si stropicciò gli occhi ed ecco cosa vide:
L’albero davanti alla sua casa era completamente “addobbato” di fili d’argento e piccole perle lucenti, quasi un anticipo del Natale; passeri e pettirossi erano tutti sui rami alti per vedere cosa sarebbe successo, Gatto Nero dormiva acciambellato ai piedi dell’albero ed ogni pelo della sua scura pelliccia recava, sulla punta, un corallino di ghiaccio; il sole aiutava la luce a distribuirsi per bene e tutto era scintillante e gentile.
Strega Cattiva, l’abbiamo detto, era un tipo romantico. E con una memoria non perfetta.
Sorrise.
Si stiracchiò.
“ Oggi mettiamo su gli addobbi per Natale, ormai è ora. E niente scuse, c’è
lavoro per tutti. Strello, avvisa i corvi: li manderò a chiamare il pastore col suo gregge. Che presepe è senza le pecore? Forza, Ragni Comuni, voglio che ogni albero del mio giardino sia bello come questo. Gatto Nero, tu non muoverti: sei troppo carino! E nemmeno, voi, passeri e pettirossi! Vi porterò briciole del mio panettone speciale!”
(Strega Cattiva era anche una grande cuoca.)
Naturalmente fu un Natale memorabile e Uno, Due e Tre, nominati da tutti “Grandi Eroi”, furono festeggiati per dieci giorni consecutivi.
E naturalmente Strega Cattiva non pensò più alla pozione Distruggi tutto ciò che ti dà fastidio, perché non le dava fastidio nulla, ora..
E naturalmente cambiò nome e diventò Strega Romantica.
Poi imparò a suonare la chitarra e si mise a scrivere canzoni.

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