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	<title>Iluavi &#187; Lo scoglio e l&#8217;onda</title>
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	<description>Scritti della Luna Blu</description>
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		<title>Lo scoglio e l&#8217;onda</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo scoglio e l'onda]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando uno è scoglio come me, ne vede tante, tutti i giorni, per molti mesi e anni, spesse volte secoli. Certo mi erodo e invecchio, mi disgrego e assottiglio. Ma sono scoglio, simbolo di durezza, guardiano di frontiera tra terra e mare. E vi voglio raccontare la mia storia con un&#8217;onda molto speciale. E&#8217; vero. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando uno è scoglio come me, ne vede tante, tutti i giorni, per molti mesi e anni, spesse volte secoli. Certo mi erodo e invecchio, mi disgrego e assottiglio. Ma sono scoglio, simbolo di durezza, guardiano di frontiera tra terra e mare. E vi voglio raccontare la mia storia con un&#8217;onda molto speciale.</p>
<p>E&#8217; vero. Acqua e terra sono un tutt&#8217;uno in ogni dove, ma una certa distinzione tra terre emerse e mare è evidente a tutti. E noi scogli siamo spesso controllori delle frontiere più burrascose. Io in particolare sono qui, alla base di queste frastagliate scogliere irlandesi, un&#8217;alta parete ai confini con l&#8217;atlantico. Su di me tutto il giorno si schiantano centinaia di onde. Onde grandi, onde medie, onde lunghe nel mare di fondo, onde piccole piccole. Alcune con forza e arroganza pensano di intimidirmi spaccandosi su di me in un forte schiaffo; altre dolcemente si posano in una carezza sulla mia superficie. Io le respingo tutte senza eccezioni con ferma cortesia o solida resistenza. Anche se una volta non avrei voluto&#8230; Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Il mare non è cattivo però ogni tanto vorrebbe più spazio oppure si lascia coinvolgere in vivaci giochi con le amiche tempeste. Per noi scogli non c&#8217;è da aver paura. Anche nei momenti peggiori esistiamo. Se ci spezziamo diventiamo semplicemente due scogli più piccoli; se finiamo per sempre sotto al livello del mare continuiamo a vivere e ad essere parte di un confine in senso più lato. La pietra non muore mai. Non abbiamo anima e non rischiamo di perderla. Però uno spirito sì che ce lo abbiamo. E qualche volta si comporta in modo strano, non si lascia gestire, ci da un pò di imprevedibilità. Maledetto spirito! A volte così beffardo. A causa sua sono qui a raccontare questa vecchia storia, sempre la stessa, a tutti quelli che incontro.</p>
<p>La racconto perché non mi resta che questa memoria come unica via per rivivere quei secondi profondi incisi per sempre nelle mie venature. Sono ormai secoli. Non so quanti ne ho, ma sono molti. Ne è passata di acqua su di me. E ormai non mi da nessuna sensazione. Ma c&#8217;è stata un&#8217;eccezione. Me la ricordo bene e ricordo quell&#8217;incontro così crudelmente veloce. Avrei voluto sciogliermi in lei. La cerco ancora, in ogni altra onda, in ogni giorno che passa.</p>
<p>Quando ci incontrammo era un giorno di tempesta furibonda. La pioggia scrosciava violenta pizzicando la terra, gli alberi e i massi. Le gocce, grosse e veloci, bucavano l&#8217;acqua del mare. Il cielo basso e grigio scuro nascondeva ogni orizzonte ed il sole se ne stava ben nascosto e buio dietro molti strati di nubi. La luce era data principalmente dai fulmini accompagnati poco dopo da roboanti tuoni.</p>
<p>Quel giorno il temporale durava già da ore e la lotta con il mare era estenuante. Iniziavo ad essere come stanco dell&#8217;urto continuo delle onde inviate a scalare la parete sopra di me. Si gonfiavano con il loro fare peggiore, prendevano una lunga rincorsa poi si arrotolavano spumose, si caricavano della forza del tempo e dell&#8217;impeto del vento. Alla fine ci colpivano, me e i miei compagni scogli, infrangendosi in un colpo durissimo, pieno anche dei detriti recuperati dal fondo del mare. Una vera battaglia.</p>
<p>Nel bel mezzo della pugna la vidi. La differenza fu subito evidente. Mentre la tempesta sfoggiava il massimo vigore ad un certo punto lei, un&#8217;onda diversa da tutte, lentamente prese a crescere solo in apparenza come le altre. Arrivata al suo culmine, gonfia di acqua e pronta a lanciarsi contro di me esitò. Ci osservammo alcuni lunghissimi momenti e ci intendemmo all&#8217;istante. Lei frenò la sua furia e resistette ancora qualche secondo alla spinta fortissima delle sue sorelle. Poi fu costretta ad iniziare la sua discesa, ma a modo suo: formò un arco a mezz&#8217;aria di un&#8217;eleganza fuori dal comune, si allungò in cielo molto al di sopra di tutte le altre. I detriti più grossi scivolavano nella sua parte bassa e poi precipitavano nel fondo del mare. Lei era bellissima e così allungata era diventata trasparente, non più scura e minacciosa. Il cielo lasciò d&#8217;improvviso un piccolissimo spiraglio ed un raggio di sole attraversò le nuvole e la illuminò mentre piano iniziava la sua discesa su di me.</p>
<p>Prima di cadermi addosso mi coprì in una cupola d&#8217;acqua che brillava per l&#8217;improvvisa luce. Per un attimo impedì alla pioggia di colpirmi.  Infine calò inevitabilmente su di me stringendomi dolcemente nei suoi flutti che sentii tiepidi. Non una pietra cozzò contro di me. Il mio spirito percepì un gran senso di pace e di calma come mai prima e come mai più in futuro. Ascoltai le sue gocce scivolarmi sulle pareti fino all&#8217;ultima. Poi si rimescolò al mare che la risucchiò a se. Sparì per sempre. La tempesta continuò ancora parecchie ore ed io speravo di rivederla, speravo riuscisse a riformarsi per tornare a blandire la mia solida scorza. Ma nulla più accadde.</p>
<p>Ora lo racconto per non dimenticare nessun particolare. Ma non ho rinunciato a sperare. Sempre aspetto con ansia le tempeste e appena iniziano sono lì ad attenderla. Ogni onda potrebbe essere lei.</p>
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